ékleipo.
sul mio corpo nudo sfiorivano mani sfocate
al tocco percosso come al vento
soffioni nel sangue in tempesta,
ogni pensiero, ogni ansia nel cassetto
trasfigura il verde in cenere.
osservavo ogni tua passione
cantavo inni all’amore:
all’aedo non rimase nient’altro che muta ciecità,
ai lupi la lyra.
sul mio corpo nudo la bufera sferrava ripetuti colpi
di grazia o tortura sotto alberi asettici
il candore saldava ogni v u o t o con vigore:
alzavo le ferite ululando a dèi immemori
ma caddi come stelle invernali.
l’inferno vagava per l’ultima eclissi.
[un arpeggio intatto alla luna]

dmt.
violet aurora - we followed
neon paths from scraggy hands
you may see
a grin so ominous,
I shake to hear him sing
“tic toc, tic toc”
with lunar cycles in the eyes:
will we ever be immortal?
and the breeze paralyzed
to blurred, scarred trees
and a whip-haired dancer
in the dark I heard no lullaby,
but a violent aurora
on our t r a n c e.
[in sickness and in health]

#n,n_d|m|t.
(no es buena por su salud)
“Fiore di campo nasce
dal grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.”
9 Maggio 1978: PEPPINO IMPASTATO VIVE.
þrír.
altre mura
o forse un terremoto
di carne sfregata
e visioni labili
eppure sentii
due respiri l o n t a n a m e n t e uniti,
interrotti.
[mea culpa? dimidium]

tile.
there’s no leer but suffocated warmth
my high-voltage flesh laid on a shy picture
all love to recall:
one to snowfall
further to loathe
then is secrecy
place some c h e m i s t r y onto silk
as I quiver
as I crave
as I irregularly breathe
as I
have
missing hands
on mine.
[við leitum að öndunum okkar.]

aurora.
kveikt á sólinni fyrir mig | spark the sun off for me.
ametista.
notte d’ametista,
di bagliori scolpiti
su questa pelle deserta,
intonando inni a un’intima nostalgia,
divento pallido per te
e il tuo sole fiacco,
di calore d i s t a n t e ,
come i sogni che abbraccio.
una coperta di spine
regalerà memorie agrodolci
a questo cuore ibrido,
il paradiso impetuoso e feroce
d’ebbra passione
accostata alle tua labbra in fuga.
[dipendenza]

monadia.
le tue dita sprigionano caos
mistica e nera
la nascita di mondi frementi
l’uomo è uragano, è prigione.
fibre danzanti e anelli in fiamme
è uovo di arte racchiusa
chiave sepolcrale
mi confonde con lacrime d’incenso
quando tocchi corde nude
nel petto, costellazioni come anelito
volteggiano tribali
“wer geboren werden will, muß eine Welt zerstören.”
professo questa polifonia astrale
il c u l t o intero
di paure e luce
questa carne è creata
come mondi frementi
l’uomo si schiuse.
e veneravo i tuoi versi di gloria surrogata
come braccia marmoree
ma il fato ambiguamente implorava
voli oltre ogni luna
vie al di là del giorno.
Io conosco:
nasceva solenne il Caos.
[autogenesi]
